Penso che per la maggior parte di noi, genitorialità proprietaria e genitorialità ambasciatoriale rappresentino una battaglia quotidiana sostenuta sul campo del nostro cuore. Siamo costantemente combattuti tra ciò che desideriamo e ciò che vuole il Signore.
Siamo continuamente strattonati, da un lato da ciò che pensiamo sia migliore, dall’altro da quello che Dio reputa sia preferibile. In certi momenti ci lasciamo influenzare dai valori della cultura circostante, mentre in altri siamo perfettamente consapevoli che la nostra genitorialità dovrebbe essere modellata in modo biblico. A volte desideriamo soltanto che i nostri figli si comportino in modo tale che la nostra vita possa essere più facile, altre volte riusciamo ad accettare il fatto che essere genitori cristiani sia un combattimento spirituale.
È buono valutare attentamente, a livello pratico, la differenza tra genitorialità proprietaria e genitorialità ambasciatoriale, pertanto vorrei fare delle distinzioni, prendendo in considerazione quattro aree di cui ogni genitore in qualche modo si occupa: identità, lavoro, successo e reputazione. Il modo in cui pensiamo e interagiamo in ognuna di queste quattro aree, renderà evidente che tipo di genitori siamo e come affrontiamo il compito di allevare i nostri figli.
1. Identità: dove dobbiamo cercare per scoprire chi siamo come genitori
Proprietari: il genitore-proprietario tende a sviluppare nei figli la propria identità, il proprio scopo e un senso interiore di benessere. Si tratta di ragazzi che sono caricati di un peso insopportabile, legato al bisogno di autostima dei genitori. Il tentativo di un genitore di cercare la propria identità nei figli, è qualcosa di deprecabile, se non altro perché ogni genitore deve affrontare il problema della tendenza al peccato dei propri figli: questi vengono al mondo con un disagio interiore, che li induce a respingere l’autorità, la saggezza e la guida dei genitori. Questi ultimi, se cercano di definire la loro identità attraverso i figli, saranno indotti a vivere i fallimenti dei loro ragazzi come delle offese personali, come se fossero dei comportamenti volti intenzionalmente a danneggiarli, e risponderanno con dolore e rabbia. Ma la realtà è che il Signore non vi ha dato dei figli in modo tale che possiate pensare che la vostra vita ora ha un senso e vale finalmente la pena di essere vissuta!
Ambasciatori: i genitori che si avvicinano alla genitorialità come rappresentanti della grazia divina hanno un profondo senso d’identità e sono motivati da scopi ben precisi. Non hanno bisogno di ottenere qualcosa dai loro figli perché l’hanno già ricevuta da Colui che essi rappresentano: il Signore Gesù Cristo, grazie al quale non cercano di ricevere dai loro figli qualcosa che essi non sono in grado di dare. Sono persone libere e non chiedono alla vita familiare di dare loro un senso, perché hanno già colto il vero significato della vita e il loro cuore è sereno. Grazie a Lui, ora sono liberi di dimenticare sé stessi e di svolgere il ruolo di genitori con l’altruismo e il sacrificio che la genitorialità ambasciatoriale richiede.
2. Compito: che cosa definisce il compito che siete stati chiamati a svolgere come genitori
Proprietari: I genitori-proprietari pensano che il loro compito sia trasformare i figli in qualcosa di definito. Hanno una visione chiara di ciò che i loro figli devono diventare, e pensano che il loro lavoro come genitori sia quello di usare autorità, tempo, denaro ed energie per formare i figli nel modo voluto da loro stessi. Ho aiutato molti ragazzi che stavano soffrendo sotto il peso della pressione costante di genitori determinati a trasformarli in ciò che loro avevano deciso di farli diventare. I genitori-proprietari tendono a pensare di avere potere e risorse personali in grado di plasmare i loro figli, secondo l’immagine che hanno idealizzato.
Ambasciatori: I genitori che hanno compreso di essere soltanto dei rappresentanti di Qualcuno più grande, più saggio, più potente e più gentile di loro, sanno che il lavoro quotidiano che devono svolgere non consiste nel trasformare i loro figli in qualcosa che corrisponda alla loro immaginazione; hanno invece capito di non avere alcun potere di trasformare i loro figli e che senza la sapienza di Dio non saprebbero neppure cosa è meglio per loro. Sanno di essere degli strumenti nelle mani di Colui che è saggio ed elargisce in continuazione la Sua grazia, che ha il potere di salvare e trasformare i figli affidati alle loro cure. Essi non sono motivati dalla visione di ciò che vorrebbero per i loro figli, ma si affidano alla Grazia, consci del potenziale di trasformazione che le è proprio.
3. Successo: cosa definiamo come successo come genitori
Proprietari: Questi genitori possessivi tendono ad adoperarsi affinché nella vita dei loro figli si realizzino una serie di indicatori che confermano loro di essere stati genitori di successo. Il rendimento scolastico, la realizzazione sportiva, l’abilità musicale e l’affermazione sociale diventano i marcatori che evidenziano quanto abbiano svolto bene il loro compito. Ora, queste cose non sono né importanti né in grado di misurare una genitorialità di successo: dei buoni genitori non sempre producono dei bravi ragazzi. I genitori dovrebbero costantemente interrogarsi, e verificare dove attingono l’insieme dei valori che li porta a definire i loro figli “buoni” o no. Temo che molti genitori convivano con sentimenti di fallimento perché i loro figli non sono diventati come avevano sperato.
Ambasciatori: Questi genitori, invece, hanno realizzato di non avere il potere di trarre qualcosa dai loro figli; per questo motivo non hanno collegato il successo della loro genitorialità a un elenco di marcatori orizzontali. Essere genitori di successo non dipende da quello che avete “prodotto”, ma è legato essenzialmente a ciò che siete. Permettetemi di esprimerlo in questi termini: essere genitori di successo non c’entra nulla con il raggiungimento di determinati obiettivi (che non avete il potere di produrre), ma riguarda la capacità di essere uno strumento fedele nelle mani di Colui che è in grado di produrre buone cose nella vita dei vostri figli attraverso l’esempio.
4. Reputazione: cosa dice la gente di voi e del vostro operato come genitori
Proprietari: i genitori possessivi, forse del tutto involontariamente, trasformano i loro figli in trofei. Vorrebbero far sfilare i loro figli pubblicamente tra due ali di persone che li applaudono e li guardano con occhi pieni di ammirazione. Questo è il motivo per cui molti genitori lottano con le fasi demenziali che i loro figli vivono durante il loro processo di crescita. Non si preoccupano tanto di quello che i loro figli possono provare, ma di quello che la gente potrebbe dire di loro come genitori. In queste famiglie, i figli avvertono pertanto l’onere di portare la reputazione dei loro genitori e anche il pungolo della loro delusione se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto. I genitori-proprietari tendono a essere arrabbiati e delusi con i loro figli, non perché questi abbiano disubbidito alla Legge di Dio, ma perché quello che hanno fatto ha recato loro qualche fastidio e procurato dell’imbarazzo.
Ambasciatori: Questi genitori hanno capito che educare degli esseri umani che tendono per natura al peccato li esporrà a dei malintesi e a qualche situazione spiacevole. In ogni caso, hanno accettato di buon grado il disordine umiliante che accompagna l’opera che Dio li chiama a fare. Capiscono che se i loro figli crescono e maturano nella vita e nella fede, non diventano i loro trofei ma i trofei del Salvatore che hanno cercato di servire. Per loro, è il Signore che compie il lavoro ed è Dio che deve ricevere la gloria. Essi sono gratificati dal semplice fatto di essere gli strumenti che il Padre ha scelto di usare.
Essere veri genitori cristiani
Siete pronti a mettere da una parte il peso del comportamento da genitori possessivi e cominciare a sperimentare la vera genitorialità? Avete capito che dovete abbandonare il messaggio, i metodi e l’attitudine di colui che si reputa proprietario dei propri figli? Volete liberarvi dal peso di ottenere un cambiamento, per sperimentare il riposo che si realizza agendo come strumenti della Grazia che trasforma le vite? Allora questo libro è per voi. È pensato per aiutarvi a uscire della routine quotidiana e farvi considerare il quadro generale di cui l’Altissimo v’invita a far parte, proprio mentre Egli opera nel cuore e nella vita dei vostri figli. Questo libro è pensato per aiutarvi a vedere come si diventa genitori radicalmente diversi, non appena si smette di imporre il cambiamento e ci si fa strumenti nelle mani della grazia che salva, perdona e trasforma.
Molti di voi sono esausti, scoraggiati e frustrati. Che ne dite di intraprendere assieme un percorso nuovo e migliore, vale a dire la via della grazia?
Estratto da “Genitori Cristiani”
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